Introduzione alle Denominazioni di Origine

Con Denominazione di Origine si intende “il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualità e reputato, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale ed ai fattori umani” (Legge164 del 92, art.1).

Le prime norme sulla produzione dei vini sono antiche come la storia stessa del vino. Dall’Antico Egitto alla Roma imperiale e fino ai tempi moderni si moltiplicano, nei vari ordinamenti giuridici, gli sforzi per regolamentare e razionalizzare le attività relative al vino ed ai prodotti agroalimentari in genere, con lo scopo principale di tutelare i consumatori contro frodi e contraffazioni.

Più recentemente, queste norme hanno integrato anche l’aspetto di tutela del prodotto stesso e del suo territorio di provenienza contro imitazioni da parte di concorrenti esterni. Si intende in tal modo salvaguardare la tipicità dei prodotti nonché la cultura e la tradizione che ne hanno dato origine, cercando al tempo stesso di elevare la qualità delle produzioni protette.
A tale scopo ad ogni Denominazione registrata e protetta corrisponde un “disciplinare” che è legge dello Stato e come tale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed al quale i produttori devono attenersi.
Il settore vinicolo è stato quindi il primo nel campo alimentare a tutelare l’origine dei suoi prodotti. In Francia, in particolare nel Bordeaux, l’attività di recensione dei Cru risale ai primi dell’800 ed è stata in seguito estesa a livello nazionale e normata per legge nel 1935. In Italia la Legge Nr.116 del 1963 che trova attuazione col DPR Nr.930 dello stesso anno costituiscono le basi del sistema di norme che regolano la produzione e commercializzazione dei vini. L'impianto del sistema attualmente in uso si rifà alla Legge 164 del 1992, che disciplina le denominazioni d'origine dei vini. 
Il regolamento CEE Nr.2081 del 1992 costituisce invece la base normativa per la tutela dei prodotti agroalimentari a cui tutti gli Stati dell’Unione si sono conformati. In pratica tale regolamento estende all’agroalimentare il concetto di Denominazione di Origine citato in apertura, istituendo le DOP (Denominazione di Origine Protetta) e le IGP (Indicazione Geografica Protetta) che vanno ad affiancarsi alle DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), DOC (Denominazione di Origine Controllata) e IGT (Indicazione Geografica Tipica) che già costituivano l’infrastruttura di tutela dei prodotti vitivinicoli.
Con il DM del 13 Agosto 2012 trovano attuazione i diversi regolamenti CE relativi al settore vinicolo, in virtù dei quali le denominazioni di origine DOP e IGP vengono estese al settore vinicolo, mentre DOCG, DOC e IGT rimangono in essere ma vengono declassata a "menzioni tradizionali" pur nella validità dei disciplinari che le regolamentano.

 

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